Riuscire a cambiare: hai un piano?

Il desiderio è una premessa importante di ogni cambiamento. Ma non è sufficiente. Spesso per cambiare è necessario un vero e proprio programma che consenta di tradurre il desiderio in qualcosa di concreto e darne seguito con azioni puntuali e sistematiche: serve un piano d’azione.

Un piano d’azione è una guida fondamentale se vogliamo finalmente dare seguito al nostro desiderio di cambiamento. Il futuro desiderato non è sempre facile da mettere a fuoco: serve un lavoro di analisi, esplorazione e ricerca. Dopo che si è compreso dove si vuole arrivare è necessario procedere con azioni mirate e sistematiche.

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Vacanze, ripresa del lavoro e psicoanalisi: ripartire in salute dopo la pausa estiva

Riprendere a lavorare dopo la pausa estiva genera per ciascuno pensieri ed emozioni differenti. Tutti, anche un poco esagerando, tendono ad utilizzare l’espressione “trauma da rientro”: per alcuni è soltanto un modo di dire, mentre per altri il rientro al lavoro è un passaggio critico.

Ci sono persone per le quali prevale il desiderio di riprendere le attività, i progetti lasciati, lo scambio con i colleghi: la pausa estiva le ha aiutate a fare un carico di energie per ripartire. Altri hanno invece sentimenti e pensieri contrari: rifiuto, demotivazione o desiderio irrealistico di fuga. Spesso questi sentimenti sono accompagnati da malesseri fisici (mal di testa, insonnia, nausea) o piccoli incidenti che riguardano se stessi o i propri oggetti (fratture, strappi, caduta del pc) o atti mancati (sbagliare strada, uscire ad un’altra fermata della metro, dimenticare il telefono a casa) che testimoniano nella loro concretezza qualcosa che si agita a livello emotivo.

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Vacanze, rientro e cambiamento

Vacanze rientro e cambiamentoCi sono infiniti modi di organizzare e godersi le vacanze. Possono essere la continuazione del ritmo quotidiano e lavorativo, dove lo svago è strutturato da sveglie e agende, per organizzare il tempo che rischierebbe di essere altrimenti libero. Possono essere un vagare attivo, ma meno compulsivo, con attività poco premeditate, ma che comunque impegnano e scandiscono le giornate. Oppure possono essere vacanze in senso letterale, uno stare nel vacuum per l’appunto, e quindi una sospensione radicale di qualsiasi attività operativa a favore di altre contemplative e oziose, quasi melanconiche.

In questo vagare, che è del fisico, della mente e anche dell’anima, si crea talvolta uno spazio per pensare a sé, a ciò che siamo e facciamo, a nuove possibilità per il futuro.

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