Vacanze, ripresa del lavoro e psicoanalisi: ripartire in salute dopo la pausa estiva

Riprendere a lavorare dopo la pausa estiva genera per ciascuno pensieri ed emozioni differenti. Tutti, anche un poco esagerando, tendono ad utilizzare l’espressione “trauma da rientro”: per alcuni è soltanto un modo di dire, mentre per altri il rientro al lavoro è un passaggio critico.

Ci sono persone per le quali prevale il desiderio di riprendere le attività, i progetti lasciati, lo scambio con i colleghi: la pausa estiva le ha aiutate a fare un carico di energie per ripartire. Altri hanno invece sentimenti e pensieri contrari: rifiuto, demotivazione o desiderio irrealistico di fuga. Spesso questi sentimenti sono accompagnati da malesseri fisici (mal di testa, insonnia, nausea) o piccoli incidenti che riguardano se stessi o i propri oggetti (fratture, strappi, caduta del pc) o atti mancati (sbagliare strada, uscire ad un’altra fermata della metro, dimenticare il telefono a casa) che testimoniano nella loro concretezza qualcosa che si agita a livello emotivo.

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Mamme che lavorano: come cambia anche il ruolo del padre

Mamme che lavorano ruolo del padreL’interrogativo con cui ho intitolato il mio post precedente Mamme che lavorano: papà dove sei? invitava ad una riflessione sul cambiamento ancora solo all’inizio del ruolo del padre quando la mamma lavora.

Questo cambio di ruolo (e di identità) riguarda entrambi i genitori: le mamme che lavorano spesso non possono prendere come riferimento il modello di madre che hanno introiettato nella loro esperienza di figlie e sono chiamate più di un tempo a trasformare modalità, abitudini e identità .

Ciò vale altrettanto per i papà.

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Cosa fare per ridurre o eliminare lo stress da lavoro?

Le persone che lavorano oggi hanno frequentemente l’esigenza, oltre che di lavorare bene, anche di imparare a ridurre o eliminare lo stress legato al lavoro, per il proprio benessere personale e anche per l’efficacia delle proprie performance.

Stress da lavoro cosa fare. Due persone che si stringono la mano in segno di patto.Nelle attuali condizioni di lavoro lo stress è molto diffuso e frequente, ma non per questo va sottovalutato o considerato “normale”. Gestire lo stress da lavoro lavoro diventa in tal senso una vera e propria competenza, da acquisire, sviluppare e allenare. Se hai già valutato e riconosciuto i sintomi dello stress lavoro correlato, ecco cosa puoi fare per ridurlo o eliminarlo.

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Il mobbing: come riconoscerlo e cosa fare

Il mobbing è una forma di aggressione e vessazione sul luogo di lavoro. È importante riconoscerlo e attivarsi per mettere in atto le azioni necessarie.

In generale, il mobbing è una forma di aggressione sistematica e reiterata sul luogo di lavoro, verbale e talvolta fisica, messa in atto da una o più persone nei confronti di un singolo individuo, con l’intento di nuocere e spesso di estromettere l’individuo stesso dal contesto organizzativo.

Cos’è il mobbing: alcune definizioni

Secondo Leymann (1990) il mobbing ha a che fare con una condizione di “terrore psicologico” che si realizza attraverso una “comunicazione sistematicamente ostile e non etica – da parte di una o più persone – diretta generalmente a un singolo”.

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Mamme che lavorano: papà dove sei?

Mamme che lavorano: papà dove sei?Per una mamma che lavora è di fondamentale importanza la presenza del padre, sia per il sostegno pratico che per la condivisione emotiva. Il ruolo delle mamme oggi è cambiato, soprattutto per le mamme lavoratrici e i papà sono chiamati ad un cambio di ruolo forse ancora più difficile e incerto. Come cambia il ruolo del padre oggi? Cosa è chiamato a cambiare di sé e del proprio atteggiamento tradizionale? Cosa può fare concretamente un papà quando la mamma lavora?

In una serie di post, di cui questo è il primo, cerco di rispondere a queste domande, anche sulla base delle attuali teorie, tendenze socio-culturali e dati di ricerca.

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Cos’è lo stress da lavoro correlato e cosa fare

Lo stress da lavoro correlato è l’espressione con cui si definisce una condizione di sofferenza o disfunzione fisica, psichica e psicologica dovuta alla sensazione di non poter rispondere alle richieste o di non essere all’altezza delle aspettative. (Accordo Europeo sullo stress da lavoro, 8/10/2004).

Lo stress da lavoro, è oramai esperienza comune e frequente per la maggior parte delle persone che lavorano. È importante riconoscerne i sintomi e sapere cosa fare per non esserne travolti. Lo stress da lavoro si può ridurre e fronteggiare con una serie di accorgimenti, di tecniche e di strategie che aiutano a recuperare il controllo della situazione. Alcune di queste si riescono meglio ad implementare attraverso un aiuto specialistico.

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Psicoterapia e lavoro: conflitto tra colleghi

conflitto tra colleghiIl conflitto tra colleghi è parte costitutiva delle relazioni al lavoro. Oggi, nella maggior parte delle organizzazioni l’esigenza di mettere insieme velocemente competenze, sensibilità, punti di vista differenti porta inevitabilmente a fare i conti con una tensione in ufficio continua. Quando è fisiologico, il conflitto con i colleghi è produttivo. Quando invece è patologico il conflitto tra colleghi sottrae energie, genera malessere e colpisce le persone nelle loro parti più vulnerabili. Per evitare di esserne sopraffatti non sempre è sufficiente cambiare comportamento ma è necessaria talvolta una cura e una riparazione del sé. Continue reading “Psicoterapia e lavoro: conflitto tra colleghi” »

Decisione e idealizzazione

Decisione e idealizzazioneDecidersi ha come finale un atto concreto che rompe l’indugio, libera energia e rende reale qualcosa che fin lì si era solo immaginato: una telefonata difficile ad un collega, l’invio di una mail scritta e riscritta infinite volte, la scelta di andarsene, la firma di un nuovo contratto, una dichiarazione d’amore.

Quel sostare nell’incertezza che precede la decisione genera una tensione che alimenta contemporaneamente il timore e il desiderio di procedere: un dialogo interiore a volte creativo e piacevole, altre volte faticoso e difficile, che prelude un cambiamento. Più la decisione ha a che fare con cambiamenti importanti della nostra vita personale o professionale, più questa tensione è difficile da contenere.

Per alcune persone questi momenti sono tutt’altro che facili: c’è un indugiare estenuante nell’attesa, una tensione pesante e paralizzante, un sovrainvestimento di analisi e riflessione, spesso accompagnati da un sentimento ansioso o vagamente depressivo o entrambe le cose.

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Oltre il senso di colpa (mamme che lavorano)

senso di colpa mamme che lavoranoNon è solo un gioco di parole: penso davvero che si possa dare un senso al senso di colpa delle mamme che lavorano. Penso anche che se il senso di colpa venisse adeguatamente compreso e trasformato potrebbe diventare una risorsa emotiva da utilizzare anziché un sentimento sgradevole da ricacciare in fondo all’animo o rimuovere. Anche perché il rimosso cacciato dalla finestra rientra mascherato dalla porta.

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Vacanze, rientro e cambiamento

Vacanze rientro e cambiamentoCi sono infiniti modi di organizzare e godersi le vacanze. Possono essere la continuazione del ritmo quotidiano e lavorativo, dove lo svago è strutturato da sveglie e agende, per organizzare il tempo che rischierebbe di essere altrimenti libero. Possono essere un vagare attivo, ma meno compulsivo, con attività poco premeditate, ma che comunque impegnano e scandiscono le giornate. Oppure possono essere vacanze in senso letterale, uno stare nel vacuum per l’appunto, e quindi una sospensione radicale di qualsiasi attività operativa a favore di altre contemplative e oziose, quasi melanconiche.

In questo vagare, che è del fisico, della mente e anche dell’anima, si crea talvolta uno spazio per pensare a sé, a ciò che siamo e facciamo, a nuove possibilità per il futuro.

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